RICCARDO DELUCA
ARCHITETTO
FONTE MACCARONE
Piccoli angoli della memoria
Dato lo stato fatiscente in cui versava sia l'area circostante che lo stesso vecchio fontanile denominato e conosciuto nella zona come "Fonte Maccarone", sita in via Belvedere al Km6 nel Comune di San Giovanni Teatino, si è provveduto a proporre un progetto che potesse ripristinare e tutelare sia il luogo che il manufatto architettonico, attraverso lavori destinati al restauro della struttura, al consolidamento del pendio e alla regimentazione delle acque piovane e di scarico che, rappresentavano la causa principale del degrado igenico-ambientale della zona.
Il progetto si concretizza con una serie di piccoli interventi caratterizzati da un’attenta analisi dell’esistente, volta a risanare e salvaguardare le preesistenze architettonico-naturali dell’area stessa.
L’intervento è mirato al restauro della fontana e alla riqualificazione dell’area circostante, con metodi e materiali naturali intenti a non stravolgere il carattere del luogo.
Per il consolidamento del pendio è stata utilizzata una “biostuoia” trattata con idrosemina che ha provveduto a ricostituire il manto erboso, tutelando la vegetazione arborea esistente e congelando il terreno sottostante, salvaguardandolo dai dissesti idrogeologici.
La fonte, è stata rivestita con lastre di pietra aventi caratteristiche simili a quelle visibili nella parte superiore del fondale. Ai lati della vasca, due aiuole in mattoni a faccia vista, integreranno la parte bassa della fonte con il pendio soprastante.
Al disopra della fontana, a circa 3m dalla sua base, sfruttando un naturale terrazzamento è stata realizzata una piccola “sosta”con panchine, lastricata in pietra a spacco squadrato posato allo stesso modo del lastricato sottostante. A protezione del dislivello, sul lato verso valle è stata posta una balaustra, mentre sul lato opposto,verso la collina, è sistemata una fioriera in muratura rivestita in tufo per la piantumazione di cespugli e alberatura di piccolo fusto. Sfruttano l’andamento orografico del pendio, l’accesso alla “sosta” è assicurato da due piccoli sentieri scalettati.
A coronamento di tutta la composizione è stato dimensionato un muro di sostegno adeguatamente strutturato ed ambientato rivestito anch'esso con blocchi di tufo.
Con una parte dell'acqua di scarico della fontana si è voluto realizzare un "gioco idrico" che, per mezzo di una pompa idraulica, l'acqua viene sollevata sopra la piazzola di "sosta", dove una canalina in pietra rimanda, a caduta, attraverso uno "squarcio" della parete verticale, la stessa acqua nel pozzetto sottostante, rimettendola in circolo.





